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Terre e rocce da scavo provenienti da opere soggette a VIA o AIA

Il 29 luglio 2017 è stata pubblicata la Deliberazione della Giunta Regionale 17/07/2017, n. 10/6894, con la quale Regione Lombardia ha deciso di adottare nuovi moduli, unificati e standardizzati, per presentare segnalazioni, comunicazioni e istanze in materia di attività edilizia.

Pertanto, a partire da lunedì 2 ottobre non sarà più possibile inviare istanze CILA e PDC con la vecchia modulistica, comprese quelle che erano in fase di compilazione.

Descrizione dell'istanza
Cos'è: 

Terre e rocce da scavo provenienti da opere soggette a VIA o AIAPer materiali da scavo s'intende il suolo o sottosuolo, con eventuali presenze di riporto, derivanti dalla realizzazione di un'opera come (articolo 1, comma 1, lettera "b", del Decreto Ministeriale 10/08/2012, n. 161):

  • scavi in genere (sbancamento, fondazioni, trincee, ecc.)
  • perforazione, trivellazione, palificazione, consolidamento, ecc.
  • opere infrastrutturali in generale (galleria, diga, strada, ecc.)
  • rimozione e livellamento di opere in terra
  • materiali litoidi in genere e comunque tutte le altre plausibili frazioni granulometriche provenienti da escavazioni effettuate negli alvei, sia dei corpi idrici superficiali che del reticolo idrico scolante, in zone golenali dei corsi d'acqua, spiagge, fondali lacustri e marini
  • residui di lavorazione di materiali lapidei (marmi, graniti, pietre, ecc.) anche non connessi alla realizzazione di un'opera e non contenenti sostanze pericolose, quali ad esempio flocculanti con acrilamide o poliacrilamide.

I materiali da scavo possono anche contenere: calcestruzzo, bentonite, polivinilcloruro (PVC), vetroresina, miscele cementizie e additivi per scavo meccanizzato. La composizione media dell'intera massa non deve però presentare concentrazioni di inquinanti superiori ai limiti massimi previsti.

Il riutilizzo di materiali da scavo e/o demolizione provenienti da opere soggette a Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) o Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), è disciplinata dal Decreto Ministeriale 10/08/2012, n. 161 e prevede la stesura di un piano di utilizzo che deve essere approvato dallo sportello unico. Il piano di utilizzo è il documento fondamentale che attesta che i materiali da scavo e/o demolizione derivanti dalla realizzazione di opere o attività manutentive saranno utilizzati, nel corso dello stesso processo (in sito) o di un successivo processo di produzione o di utilizzazione (fuori sito), da parte del produttore o di soggetti terzi. La durata temporale del piano di utilizzo è definita all'interno del documento: decorso questo termine esso smette di produrre effetti.

I riferimenti per i parametri di contaminazione dei materiali da scavo sono quelli delle colonne A e B della Tabella 1, Allegato 5 al Titolo V Parte IV del Decreto Legislativo 03/04/2006, n. 152

  • per i siti a destinazione residenziale o verde pubblico si dovranno rispettare i valori limite riportati in colonna A
  • per i siti a destinazione commerciale o industriale si dovranno rispettare i valori limite riportati in colonna B.








Documentazione richiesta per la presentazione dell'istanza
Informazioni sull'istanza
Dove si presenta: 
Allo sportello dell'ufficio
Allo sportello telematico
Iter del procedimento: 

Il piano di utilizzo deve essere presentato dal proponente almeno 90 giorni prima dell'inizio dei lavori.

Lo sportello unico, entro 30 giorni dalla presentazione del piano di utilizzo, può chiedere, in un'unica soluzione, integrazioni alla documentazione presentata. Entro 90 giorni dalla presentazione del piano di utilizzo o delle eventuali integrazioni, lo sportello unico approva il piano di utilizzo o lo rigetta. 

Decorso questo termine, il proponente può gestire il materiale da scavo rispettando il piano di utilizzo nel rispetto degli obblighi previsti dalla normativa vigente per realizzare l’opera. 

Il piano di utilizzo deve essere nuovamente presentato allo sportello unico entro 15 giorni dal momento della variazione se, nel corso delle attività, intervengono modifiche sostanziali come:

  • l’aumento superiore al 20% del volume in banco oggetto del piano di utilizzo
  • la destinazione del materiale escavato a un sito di destinazione o a un utilizzo diverso da quello indicato nel piano di utilizzo
  • la destinazione del materiale escavato a un sito di deposito intermedio diverso da quello indicato nel piano di utilizzo
  • le tecnologie di scavo.
Normativa di riferimento
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